Lo spopolamento della montagna: perché i paesi si svuotano
Come e perché Camporaghena e centinaia di paesi dell'Appennino hanno perso i loro abitanti. Emigrazione, mancanza di lavoro, abbandono. E cosa sta succedendo oggi.
Il picco e il crollo
Fino all'inizio del Novecento, Camporaghena e i paesi della montagna lunigianese erano pieni di gente. Famiglie numerose, agricoltura di sussistenza, vita dura ma comunità vive. Poi è iniziato lo spopolamento.
Tra il 1900 e il 1970, Camporaghena ha perso la maggior parte dei suoi abitanti. Come tutti i paesi di montagna italiani.
Perché se ne sono andati
- Mancanza di lavoro. L'agricoltura di sussistenza non bastava più. I giovani cercavano lavoro in città, nelle fabbriche, nei servizi.
- Emigrazione. Molti sono partiti per l'America, la Francia, la Germania. Intere famiglie hanno lasciato il paese.
- Condizioni di vita dure. Senza elettricità, acqua corrente, riscaldamento, strade asfaltate. La città offriva comfort che la montagna non poteva dare.
- Scuola e servizi. Le scuole di paese hanno chiuso. Senza scuola, le famiglie con bambini se ne vanno.
Cosa è rimasto
Oggi Camporaghena ha poche decine di residenti in inverno. D'estate arrivano i proprietari delle seconde case, qualche turista, gli ospiti del B&B. Molte case sono vuote o crollate.
Ma il paese non è morto. Il B&B ha riaperto un edificio storico. I sentieri sono mantenuti dal CAI. Il Parco Nazionale porta visitatori. Qualcosa sta cambiando.
Il ritorno?
Negli ultimi anni c'è un piccolo movimento di ritorno alla montagna. Giovani che lasciano la città, smart working, ricerca di una vita più semplice. Camporaghena non è ancora parte di questo fenomeno, ma potrebbe esserlo.