La vita contadina a Camporaghena: castagne, patate e isolamento
Come si viveva a Camporaghena prima dell'elettricità e dell'auto. Economia del castagno, agricoltura di sussistenza, inverni isolati. Una vita dura che ha plasmato il carattere di questa terra.
L'economia del castagno
Per secoli, il castagno è stato l'albero della vita in Lunigiana. Le castagne erano la base dell'alimentazione: farina di castagne per il castagnaccio, le frittelle, la polenta. Il legno serviva per costruire, riscaldare, fare mobili e attrezzi.
I castagneti intorno a Camporaghena sono ancora oggi visibili. Alcuni alberi hanno centinaia di anni.
Agricoltura di sussistenza
Ogni famiglia coltivava quello che serviva: patate, orzo, fagioli, ortaggi. Non c'erano soldi per comprare cibo. Si mangiava quello che la terra dava. La carne era rara: il maiale una volta all'anno, qualche gallina, conigli.
Il forno comune del paese cuoceva il pane una volta a settimana. Il mulino macinava le castagne e i cereali.
L'isolamento invernale
D'inverno Camporaghena era isolata. La neve bloccava i sentieri per settimane. Le famiglie si preparavano in autunno: legna per l'inverno, castagne secche, patate nella cantina, maiale salato.
Si stava in casa, si riparavano attrezzi, si filava la lana, si raccontavano storie. La televisione è arrivata negli anni '60. L'elettricità poco prima.
La casa contadina
La casa tipica di Camporaghena era in pietra, con il tetto in lastre di arenaria. Piano terra per gli animali (pecore, capre, maiale), piano superiore per la famiglia. Una stanza unica con il camino. Niente bagno: l'acqua si prendeva alla fontana del paese.
L'edificio del B&B (1861) è un esempio di casa più grande, probabilmente di una famiglia benestante.
Cosa resta oggi
Oggi la vita contadina è finita. Ma restano i castagneti, i muri a secco, i sentieri, i ruderi dei mulini. E resta la memoria degli anziani del paese, che hanno vissuto gli ultimi anni di quel mondo.